top of page
alex-perez-pEgsWN0kwbQ-unsplash.jpg

Ricevi la newsletter settimanale coi nuovi post

Grazie, ci sentiamo via email!

Scappare dalla tua famiglia è scappare dal tuo lato oscuro.

Per anni sono scappata dal mio lato oscuro, e a un certo punto questa fuga si è manifestata con l’assoluta necessità di allontanarmi dal mio luogo natìo e creare distanza tra me e la mia famiglia.


A quei tempi non avevo idea di specchi riflessi e lati oscuri, credevo solo che la mia famiglia fosse “brutta e cattiva” e che andarmene avrebbe risolto i miei problemi. Inutile dirlo: la mia ombra mi ha seguita ovunque, anche anche dall’altra parte dell’oceano.


Ora: non rinnego nulla, andare via era la scelta perfetta dal livello di consapevolezza in cui mi trovavo.

L’unico modo che conoscevo ai tempi per riuscire a vedere le cose da una prospettiva diversa era creare spazio fisico tra me e la mia “Matrix natìa”. Farlo mi ha aiutata tanto a crescere.


Anche la “fuga” è stato un tassello perfetto nel grande schema delle cose, perché non sarei dove sono ora se non fossi andata via. Ma ancor più vero è che non sarei dove sono ora se non fossi TORNATA.


A un certo punto ho preso consapevolezza che stare lontana in definitiva non avrebbe risolto nulla, che era solo una fase del mio percorso.


Da quando sono a casa non ho fatto altro che confrontarmi col mio lato oscuro, perché inevitabilmente sono tornata a contatto con lo specchio riflesso di tante energie scomode al mio ego. Sono tornata di fronte alla Matrice stessa da cui avevano avuto origine.


Non è stato facile, ma l’ho presa come una missione: non più scappare, ma imparare a stare.

Ho scelto di vedere ogni incontro con la mia famiglia come un’opportunità di osservazione.

Ho iniziato a guardare ogni dinamica con curiosità e, con una grosse dose di umiltà, mi sono accorta che molti meccanismi erano presenti pari pari anche nella mia personalità.


Specchio riflesso dopo specchio riflesso, ho iniziato a vedere trasformazioni profonde nella mia personalità e in tutte quelle “dinamiche ereditate”. Portando accettazione in quello che vedevo fuori, trasmutavo dentro.


E anche il rapporto con la mia famiglia è iniziato a cambiare. Accettando dentro, ho iniziato a trasmutare fuori, a sentire sempre più vicinanza e un genuino piacere nella loro compagnia.


Ho compreso che la Matrix non si combatte: si hackera dal di dentro.


//


Tutti gli aspetti che non sopporti dei tuoi familiari - che siano genitori, fratelli, sorelle o parenti - sono aspetti della personalità umana che il tuo ego ha deciso di “inombrare”.


L’ego non ne ammette l’esistenza - ed ecco che li noti tanto in loro.

Ma non ti accorgi che in realtà sono, inevitabilmente, anche in te.


La nostra famiglia è lo specchio riflesso più potente con cui possiamo confrontarci. Il più “triggerante” per l’ego, e infatti l’ego vuole scappare dalle situazioni familiari.


Perché sono situazioni che ci riflettono molti aspetti dell’esistenza umana a noi oscuri, a cui il nostro ego dice: NO! TU NON DEVI ESISTERE.


E, ovviamente, proprio per questo sono le situazioni più trasformative con cui imparare a lavorare.


La Matrix che è nella nostra famiglia è anche in noi. Le programmazioni, gli automatismi, le reazioni emotive, i meccanismi di coping, i comportamenti fastidiosi e i ruoli inconsci che vediamo loro mettere in atto e che tanto mandano in bestia il nostro ego… Sono anche nella nostra personalità.


Ma meno siamo disposti ad accettare questa verità, meno ne siamo coscienti e più cerchiamo di scappare dal riflesso che la nostra famiglia ci offre.


Il nostro ego è infastidito, e noi dietro a lui facciamo di tutto per DISTANZIARCI. Spingiamo quella Matrix nell’ombra, e il risultato è che la nostra famiglia ce la riflette più forte, netta e “fastidiosa”.


Eppure quella Matrix che loro ci manifestano… È molto simile alla Matrice della nostra personalità. Accettare questo è una MORTE per il nostro ego, che fa di tutto per “NON ESSERE COME LORO!😱”.


Ma… È proprio per via di questo rifiuto che questi aspetti familiari finiscono nel nostro inconscio (no, non scompaiono!) e noi, non essendone coscienti, non abbiamo concreta possibilità di trasformarli.


Più rifiutiamo l’ombra della “Matrix familiare”, più lei si accanisce per farsi vedere. Meno accettiamo le ombre che la famiglia ci riflette, più si manifestano prepotenti in loro, e subdolamente in noi.

Perché LORO sono gli specchi delle NOSTRE ombre (e noi delle loro😉).


Ci infastidiamo quando nostro padre si arrabbia, o quando nostra madre è in preda all’ansia, eppure…

Noi stessi ci troviamo a recitare l’ansioso o il rabbioso, senza però rendercene conto.

Queste energie agiscono dall’inconscio, perché l’ego non CONSENTE ASSOLUTAMENTE la loro esistenza (eppure ci sono, e non possono essere distrutte!), e così non abbiamo alcun potere trasformativo su di esse.


L’ego, l’idea di chi crediamo di essere, ci rende ciechi e impotenti.

Più l’ego cerca di NON essere come loro… Più noi ci troviamo a comportarci come loro, e senza possibilità di scelta.


Ma noi invece abbiamo una scelta.

Che nasce da un primo passo: accettare che una parte poco conscia della nostra personalità è COME loro.

E da una presa di responsabilità: ricordarci che “loro” ci stanno riflettendo meccanismi che proiettiamo anche NOI dall’ombra della nostra personalità.

E infine… L’aspetto essenziale: ricordarci che non siamo la nostra ombra e non dobbiamo combatterla. Siamo un’Essenza più vasta.


Imparando a contattare quell’Essenza, ci riscopriamo più presenti e padroni delle energie oscure quando si presentano, osservatori neutrali capaci di trasformarle con la forza dell’accettazione.


Non c’è spazio in questo lavoro per la lotta, il rifiuto, il cercare di cambiare la Matrice quando si manifesta. Questo è un lavoro di consapevolezza e integrazione.

Tutte queste ombre non cercano altro che essere riconosciute e accettate.


Perciò continuare a puntare il dito contro lo specchio che la nostra famiglia ci offre, rifiutando quello che vediamo nel riflesso… Non farà altro che inasprire il riflesso.


Il nostro ego continuerà a dire “ma loro!”, eppure l’unico modo per trasformare il riflesso è chiederci…

“E io? Riesco a vedere una parte di loro nella mia personalità? Riesco a vedere che le stesse energie che noto tanto in loro, sono presenti anche nel mio io? Un io represso, rifiutato, disconosciuto, in ombra… Eppure, un io che c’è. E se sono abbastanza onesto, riesco anche a vedere tutte quelle volte in cui, nelle mie relazioni, questo “io” si è manifestato.

Il grado in cui riuscirò ad accettare tutto questo, sarà il grado in cui non avrò più bisogno di scappare dalla mia famiglia e quindi da una fetta del mio lato oscuro.”



Lo “specchio riflesso” con la famiglia ci svela in maniera ancora più potente l’illusione egoica del “noi VS loro”.

E c’è sempre il MEGA BONUS POINT: non solo accettando ciò che troviamo fuori, trasformiamo dentro… Ma accettando ciò che troviamo dentro, trasformiamo fuori.

Accettando questo lato oscuro condiviso, non solo ne siamo sempre più padroni quando vuole manifestarsi nella nostra personalità… Ma lo vediamo manifestarsi meno anche nella nostra famiglia, o comunque ne siamo meno infastiditi.

In ogni caso, siamo sempre più in pace… Perché abbiamo smesso di fuggire da quel riflesso, o di combatterci contro.


//


DISCLAIMER: questo lavoro non annulla la necessità di mettere sani confini quando è necessario, anzi imparare a mettere sani confini è imprescindibile da poter fare un lavoro alchemico.

Il termine del titolo, “scappare” è provocatorio. A volte è necessario scappare, per la nostra incolumità fisica o psicologica, perché abusi fisici e verbali non sono mai giustificati. Detta papale papale: se avete un padre serial killer, non andate a farvi fare a pezzettini.

Allo stesso tempo però, sappiate che persino quello è uno specchio riflesso su cui siete invitati a portare accettazione. Probabilmente, in questa vita, avete scelto la sfida di portare accettazione e integrazione su energie molto oscure dell’esperienza umana. Il trick è imparare a utilizzare persino l’abuso più atroce come occasione di osservazione, integrazione e consapevolezza.

Post recenti

Mostra tutti

Ma come cacchio si fa ad accettare?!

Accettazione… La parola magica. “Il segreto è saper accettare“, non opporre resistenza - ai pensieri, alle emozioni, alle energie in ombra, alle reazioni che ci provocano i comportamenti degli altri…

© 2023 Silvia Frattali - Privacy Policy - Termini & Condizioni

  • Instagram
  • YouTube
  • Telegram
  • TikTok
  • SoundCloud
  • Email
bottom of page